Educare alla tolleranza e all’inclusione per un’esperienza d’apprendimento significativa senza frontiere

 

E’ questo il titolo del progetto europeo Erasmus Plus Ka1 per la mobilità’ dello staff della scuola presentato dall’Istituto Alberghiero ‘P. Artusi’ di Riolo Terme nel febbraio 2018 e approvato di recente dall’Agenzia Nazionale Erasmus Plus.

Il progetto ha durata biennale e prevede il coinvolgimento di 26 docenti più  il dirigente scolastico in quattro diversi corsi di formazione all’estero - in Inghilterra, Germania, Francia e Austria - e un’esperienza di job shadowing presso un istituto alberghiero di Berlino  per l’osservazione di buone pratiche organizzative e didattiche finalizzate alla creazione di una scuola inclusiva. 

Obiettivo del progetto e’ quello di fornire ai docenti dell’istituto di Riolo Terme l’opportunità’ di acquisire in ambito europeo competenze metodologiche e strumenti utili a promuovere in modo significativo l’integrazione di tutti i propri studenti, rendendo la classe un ambiente d’apprendimento collaborativo ai fini di un più diffuso successo scolastico.

La prima mobilita’ ha già avuto luogo con ottimi risultati. Ha coinvolto 19 docenti di varie discipline,  che nella prima settimana di settembre (01-08) hanno condiviso un’ entusiasmante esperienza di soggiorno-studio a Norwich, in Inghilterra, con la frequenza di un corso organizzato su misura dall’istituto NILE (Norwich Institute for Language Education) dal titolo ‘Learning differences and Inclusion in Teaching’ e sistemazione presso il locale campus universitario. 

E’ un’esperienza che i docenti dell’istituto alberghiero di Riolo Terme non dimenticheranno facilmente, sia per l’importanza che riveste nel loro bagaglio formativo sia per l’aspetto delle relazioni con i colleghi - una grande occasione per imparare insieme e collaborare ai fini di una scuola davvero inclusiva.

 

Ecco una testimonianza dei partecipanti.

 

“Siamo 19 docenti dell’IPSSAR Artusi di Riolo Terme e siamo partiti il 1 settembre per partecipare ad un corso di una settimana a Norwich (UK).

Abbiamo partecipato con tanta gioia a quest’avventura di formazione docenti incredibile – se pensiamo che siamo 20 docenti della stessa scuola –, ma anche con un q.b. di sana tensione – come diremmo noi dell’alberghiero con linguaggio mutuato dai colleghi di Cucina –, perché siamo consapevoli della responsabilità che ci siamo assunti.

Questa attività è infatti inserita all’interno del progetto Erasmus+, il programma dell’Unione Europea per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport, che promuove la parità tra uomini e donne e misure volte a combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza e l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età, l’orientamento sessuale.

Nello specifico, il progetto che il nostro istituto ha presentato e che è stato finanziato ha come tema: “Insieme per imparare. Educare alla tolleranza e all'inclusione per un'esperienza d'apprendimento significativa senza frontiere”, che mira ad elaborare strategie per l’inclusione e la diversità come quadro comune per promuovere la partecipazione e l’inclusione di quanti si trovano ad avere meno opportunità. L’esperienza di mobilità transnazionale rappresenta, per chi vi aderisce, non solo un’opportunità di accrescimento e di miglioramento delle competenze personali, interpersonali e professionali, ma anche uno sviluppo del senso d’iniziativa e delle proprie capacità di comunicare in modo costruttivo in contesti e ambienti diversi da quelli di provenienza.

La diversità come ricchezza, le fragilità come opportunità, la gioia e l'accoglienza come metodologia sono state le “key-words” che hanno contrassegnato questa settimana di vita insieme.

Tutti noi partecipanti abbiamo vissuto in prima persona questi aspetti e la quotidianità ci ha aiutato a conoscerci reciprocamente, a creare nuovi legami ed a rafforzarne altri. E’ stato bello e impegnativo acquisire tutto ciò vivendolo e sperimentandolo su di noi nel quotidiano, ma alla fine della settimana possiamo dire di esserne soddisfatti ed orgogliosi.

Siamo tornati a casa con un ricco bagaglio personale e “comunitario”, non solo per gli aspetti cognitivo-teorici, ma anche per quelli umani e motivazionali. Questa esperienza densa ci assicura un doppio orientamento in riferimento sia all'inclusione dei giovani che incontreremo a breve, sia alle conoscenze, alle abilità ed ai comportamenti necessari per accettare, supportare pienamente e promuovere le differenze nella comunità in cui siamo inseriti. “

 

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