La parola borgo rievoca in noi immagini diverse e talvolta contrastanti; se per alcuni questo termine porta al romantico concetto di antiche rovine, per altri il vocabolo borgo
risulta semplicemente sinonimo di luogo disabitato, privo di servizi e scomodo da raggiungere; concetti opposti che la sfida di #hack4village ha voluto far convergere in
un’unica direzione, quella della valorizzazione.
In Italia si contano migliaia di borghi antichi, molti dei quali giacciono completamente abbandonati, pur conservando un grande interesse storico, artistico, architettonico e culturale. Si tratta di un patrimonio enorme, per parafrasare Roberto Kirtan Romagnoli, istrione e cantastorie che da tempo attraversa l’Italia in un viaggio alla riscoperta di antiche pietre, antichi suoni, voci e gesti, a caccia di quelle radici che danno un senso al presente e permettono di poter progettare il futuro.
Con questo spirito #hack4village ha lanciato una sfida interregionale che ha visto coinvolte Toscana, Marche ed Emilia-Romagna. Al progetto hanno aderito 18 scuole con 72 studenti e 19 docenti; i ragazzi sono stati guidati da 3 Mentors Wayouther, a cui è spettato il compito di supportare e guidare l’approccio metodologico di 12 squadre per la realizzazione di progetti volti alla valorizzazione dei borghi d’Italia. I lavori hanno avuto una durata complessiva di 3 giorni, dal 21 al 23 maggio, mentre teatro delle attività sono stati il Cinema di Riolo Terme e la Rocca sforzesca.

L’intera attività si è svolta sotto la direzione della docente Sabrina Apa, coordinatore di Teachers Matter Italia, un gruppo spontaneo di docenti che guardano al futuro della scuola italiana, nato all’interno delle esperienze Futura Istruzione, e della prof.ssa Maria Elena Emiliani, docente dello staff di dirigenza. Da sottolineare è anche il lavoro del team Hackathon interno alla scuola, del quale fanno parte docenti del calibro di Carlo Liverani, al quale si deve proprio l’ingresso dell’Artusi in questo mondo dell’innovazione; Pietro Casadio e Mario La Piano, che si sono prestati per l’accoglienza e formazione sul territorio dei docenti ospiti. L’attività ha coinvolto in realtà l’intera popolazione scolastica e ha richiesto la collaborazione del Comune di Riolo, dell’Azienda di Trasporti Riolese e delle strutture ricettive locali. La realizzazione in grande stile del primo #hack4village deve infatti il suo successo al contributo di quanti si sono spesi per la buona riuscita dell’evento; innanzi tutto i numerosi alunni che si sono messi in gioco con l’esibizione dei propri talenti, il settore ricevimento che ha ideato e coordinato gli spettacoli, i tecnici
informatici, il settore cucina, gli insegnanti che si sono prestati per fare da guide turistiche, i docenti della commissione Hackathon e la Dirigenza scolastica.
Un impegno notevole per degli obiettivi, quelli relativi alla valorizzazione, che certamente non sono facili da raggiungere, ma che, oggi come oggi, risultano di importanza vitale per lo sviluppo del settore turistico italiano. Gli intenti di #hack4village vengono ben delineati dalle parole di Marianna Tonellato, facente parte dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia, e già sindaco di Castrocaro Terme, la quale ricorda che il futuro prevede non più il coinvolgimento del turismo di massa, ma guarda ad un nuovo concetto di fruizione del territorio.

I borghi si trovano al centro di una nuova attenzione, fortemente condizionata dall’avvento di internet e dell’informazione 2.0, che ha modificato il nostro modo di vedere il turismo. Cambiano i turisti, cambia la velocità dell’informazione, cambiano gli interessi e con questi l’intero mercato. Si parla di un futuro costituito da 2 miliardi di “fruitori” in arrivo dall’Asia; utenti che chiedono un nuovo turismo esperienziale, slow, non mordi e fuggi, ma che piuttosto gli faccia vivere i luoghi a tutto tondo. Il turista del futuro chiede di risiedere nei borghi, vuol fare parte di uno story telling, di una narrazione di un luogo che gli offra un vivere lento, sostenibile, lontano dalla consueta frenesia urbana. Ecco che si cerca quindi la valorizzazione del cicloturismo, del turismo termale volto al benessere psicofisico, perché oggi, più che mai, il turista è esigente e richiede professionalità, organizzazione e connessione, secondo i concetti di: esperienzialità, sostenibilità e “cuddles experience”.

Per poter raggiungere questi obiettivi, pubblico e privato devono supportarsi reciprocamente, come aggiunge Claudio Bergamini, CEO di Imola informatica, perché, usando le sue parole, è la tecnologia che porta alla nostra attenzione una informazione. Sono le grandi piattaforme che hanno il potere di farci andare dove vogliono, facendoci vedere o nascondendoci ciò che vogliono e pilotando di fatto i flussi turistici. Chi lavora nella tecnologia ha bisogno quindi di idee per il nostro turismo, affinché nascano strumenti e modelli adatti al tipo di realtà che noi abbiamo, quali i borghi appunto.


Ed è qui che entra in campo il lavoro dei ragazzi, che durante due intense giornate di lavoro, hanno saputo progettare e studiare nuovi strumenti per valorizzare le ricchezze in abbandono del nostro paese. Vincitore è risultato il gruppo numero 10, promotore del progetto “BorghITA”. Si tratta di una App rivolta a chi vuole riscoprire le bellezze dei borghi usando lo smartphone. L’applicazione, che utilizzerebbe diverse lingue, potrebbe essere gratuita, personalizzabile, dotata di lettore QR code in grado di aprire descrizioni video o audio; al contempo l’app consentirebbe di effettuare anche le prenotazioni per i pernotti.
L’idea, premiata dalla giuria composta dalla dott.ssa Maria Luisa Martinez, responsabile Istruzione ed edilizia scolastica della Provincia di Ravenna, Claudio Bergamini, CEO di Imola Informatica, Marianna Tonellato, Borghi Autentici d’Italia e Sindaco di Castrocaro Terme, Roberto Bondi dell’Istituto Marconi USR Emilia Romagna e Iole Matassoni, Dirigente Scolastica dell’Alberghiero di Riolo, potrebbe trovare presto applicazione grazie alla collaborazione tra enti pubblici e settore privato. Una bella soddisfazione per i ragazzi, che intanto hanno ricevuto in premio un PC a testa e la possibilità di condividere e approfondire il loro progetto con l’Associazione Borghi Autentici d’Italia.


#hack4village, come tutti gli Hackathon, ha costituito non tanto una meta, ma piuttosto un punto di partenza; è stata un’esperienza indimenticabile sia per i ragazzi, che hanno
stretto amicizia con compagni provenienti da altre scuole e da altri luoghi d’Italia, ma ha costituito anche un bel momento di confronto e aggiornamento per i loro docenti accompagnatori, ai quali sono state dedicate visite guidate sul territorio ed un mini Hack, volto alla sensibilizzazione nei confronti di queste “sfide giovani”, che impegnano i ragazzi nella progettazione del proprio mondo e del proprio futuro. Si è trattato di tre giornate cariche di emozioni durante le quali Riolo, Dozza e Brisighella, i nostri piccoli borghi, hanno preso vita e hanno fornito ispirazione, hanno regalato il proprio passato e sono stati ricompensati con progetti che riguarderanno il loro futuro; proprio come nel “passaggio di testimone” inscenato ad apertura dei lavori dagli alunni dell’alberghiero, che hanno impersonato antiche dame e saltimbanchi che trasmettevano i simboli della loro storia ai giovani del futuro, staffette del cambiamento ma anche della continuità.

 

Ufficio stampa
prof.ssa Giovanna Ziliani

 

 

URP

ISTITUTO ALBERGHIERO STATALE "PELLEGRINO ARTUSI"

Via M.Tarlombani 7  Riolo Terme RA 48025

Tel: 054671113

Fax: 054671859

Email: rarh020004@istruzione.it

PEC: rarh020004@pec.istruzione.it

Cod. Mecc. rarh020004
Cod. Fisc. 90003100394

Codice iPA. istsc_rarh020004
Fatt. Elett. UFBLHI